Appello al voto

Pubblicato: giugno 10, 2011 in Pagina Democratica

Domenica 12 (dalle 8 alle 22) e lunedì 13 (dalle 7 alle 15) i cittadini italiani sono chiamati ad esprimersi su 4 quesiti referendari che avranno un’importanza enorme sul futuro del nostro paese perché decideranno se la gestione dell’acqua debba passare a società private che ci faranno su profitti, se il nostro paese debba riprendere la costruzione di centrali nucleari, se in Italia la legge sia ancora uguale per tutti. Vi chiediamo di essere cittadini per davvero e di andare a votare, a votare 4 SI.

Diciamo SI ad una proprietà ed ad una gestione pubblica dell’acqua, dove decidano i cittadini ed i consigli comunali. La attuale rete idrica italiana perde per strada buona parte dell’acqua e sono necessari interventi per sistemarla, ma la gestione dei privati non potrebbe ad alcun beneficio e comporterebbe solo un aumento delle tariffe per tutti i cittadini, come dimostrano le esperienze delle città che hanno già privatizzato la gestione dell’acqua. L’acqua è un bene comune di tutti i cittadini, è un bene fondamentale per la vita, e va sottratto dalle logiche di mercato con cui si definisce ad esempio il prezzo della benzina!

Diciamo SI ad un futuro fatto di risparmio energetico, di efficienza energetica e di fonti di energia poco inquinanti e rinnovabili. Si deve investire in ricerca, anche nucleare, e si devono sostenere tutte quelle tecnologie che ci possono realmente permettere di produrre una buona parte della nostra energia con fonti rinnovabili o pulite. Ora che la Germania sta abbandonando il nucleare ed ora che l’esperienza giapponese ci ha dimostrato come un qualsiasi imprevisto possa dare origine ad una catastrofe, sarebbe un grave errore spendere più di 50 miliardi di euro (100 mila miliardi di lire) per costruire 5 centrali nucleari nel nostro paese.

Diciamo SI all’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La legge sul legittimo impedimento fortunatamente è già stata ridimensionata dalla Corte Costituzionale, ma qui si tratta di affermare il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini e di porre fine alle leggi ad personam, che impegnano il parlamento, pagato da tutti i cittadini, per mesi per elaborare provvedimenti che permettano a Berlusconi di sfuggire dai suoi processi. Già oggi il presidente del consiglio se ha impegni istituzionali può far rinviare le udienze dei suoi processi, ma con questa legge si è stabilito che il solo fatto di essere presidente del consiglio sia sempre di impedimento a partecipare alle udienze, mentre tutti i cittadini non possono di certo sospendere un processo per un anno perché hanno qualcos’altro da fare.

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