Archivio per novembre, 2010

Fermiamo il DDL Gelmini

Pubblicato: novembre 29, 2010 in Giovani, Politica Nazionale

Il governo sta cercando in tutti i modi di far approvare entro domani dalla Camera dei Deputati il DDL Gelmin di riforma dell’università, senza curarsi delle proteste fortissime ed unanimi che si sono sollevate da tutto il mondo dell’università e della ricerca.

Il DDL, al di là delle affermazioni propagandistiche del Ministro, non fa nulla per incentivare davvero la valutazione ed il merito e, anzi, finisce per aumentare il potere dei “baroni”.

Ci opponiamo fermamente alla riforma dell’università Gelmini e ne chiediamo l’immediato ritiro, una riforma che pone ad esaurimento il ruolo del ricercatore a tempo indeterminato ed introduce una nuova figura precaria, il ricercatore a tempo determinato per 3 anni +3, che sottrae tutti i poteri al Senato Accademico e che rafforza a dismisura il Consiglio di Amministrazione che deciderà degli indirizzi di didattica e di ricerca, un consiglio che sarà composto per almeno 3/11 da esterni (nominati da aziende private o dalla politica); soprattutto, una riforma che dà al Ministro una delega in bianco per disegnare un nuovo diritto allo studio, senza borse di studio, alloggi e mensa, una riforma che introduce il “Fondo per il Merito”, un fondo destinato ad erogare non borse di studio, ma prestiti d’onore che gli studenti dovranno restituire al termine degli studi, trasformando così il diritto allo studio in diritto all’indebitamento.

Il fondo nazionale per le borse di studio, in 4 anni, dal 2009 al 2013 subirà un taglio del 95%, da 246 milioni di euro a 12,9, distruggendo tutto il sistema di diritto allo studio italiano e distruggendo con esso il futuro e le speranze di tantissimi giovani.

Mentre Germania e Francia, con un numero di studenti simile al nostro, investono in diritto allo studio 1,4 miliardi di euro, l’Italia investiva (prima dei tagli di Tremonti) circa 500 milioni; se questa è attenzione al futuro dei giovani e del paese…..

Berlusconi, 4 anni fa, confessò che secondo lui il figlio dell’operaio non ha il diritto di diventare dottore, ora, con i tagli al diritto allo studio e all’istruzione pubblica, e con il Disegno di Legge Gelmini, sta mettendo in pratica questa sua convinzione e con essa la negazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione Italiana, “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.”

Sosteniamo le proteste portate avanti da tutto il mondo dell’istruzione e della ricerca e tutte le manifestazioni organizzate dagli studenti di tutta Italia e dell’Unimol, che da oggi sono in presidio permanente sulla terrazza della Facoltà di Agraria.

 

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Bersani a Campobasso

Pubblicato: novembre 28, 2010 in Giovani

Domani la Camera dei Deputati inizierà a discutere e votare la riforma dell’università del ministro Gelmini, che il governo Berlusconi e tutte le lobby che lo stanno incalzando vogliono approvare a tutti i costi entro venerdì.

 Il DDL più che un riforma dell’università, che pure sarebbe necessaria, è un testo volto a distruggere l’università pubblica ed il diritto allo studio dei nostri giovani. Da un lato si introducono norme che affidano servizi e scelte sul futuro dell’ateneo ai privati ed alle banche e dall’altro si confermano gli enormi tagli previsti dalla prima legge finanziaria di Tremonti; basti pensare che il testo “senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica” è ripetuto per ben 15 volte su 25 articoli, un record!

Per il prossimo anno il governo aveva previsto un taglio di 1 miliardo di euro al Fondo di Finanziamento ordinario delle università ed un taglio del 90% dei fondi per le borse di studio, dopo le proteste degli studenti e dei docenti di mercoledì scorso per il prossimo anno i tagli sono stati ridotti a 300 milioni, tuttavia per il 2012 si riproporrà una situazione ancora peggiore (con il fondo borse di studio che passerà dai 250 milioni del 2009 ai 12,5 milioni del 2012). Queste sono le cifre di un attacco ignobile all’università pubblica ed al diritto allo studio di migliaia di ragazzi, che non potranno più ricevere la borsa di studio e non potranno studiare perché il governo decide di destinare ad altro le risorse che pure ci sono. Infatti nel mentre si tagliano le università pubbliche, vengono reintegrati tutti i tagli agli atenei privati, che continuano a ricevere un’enormità di fondi dallo stato.

L’art. 34 della Costituzione recita: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio […].”

Il DDL Gelmini invece distrugge in un sol colpo tutto ciò.

Da una parte si introduce il tanto propagandato Fondo per il Merito, destinato ad erogare prestiti d’onore a studenti scelti senza alcun requisito di reddito, prestiti che gli studenti dovranno restituire al termine degli studi, con il solo risultato che gli studenti meno abbienti si troveranno indebitati con una banca ancor prima di iniziare a lavorare.

Dall’altra all’art. 5 si dà una delega al governo affinché riformi il sistema attuale di diritto allo studio a proprio piacimento e senza alcuna possibilità di controllo parlamentare. Questo articolo è l’arma con cui il ministro potrà distruggere tutto il sistema di diritto allo studio, e senza rispettare nessun paletto dato che con le ultime modifiche hanno cancellato dai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per il diritto allo studio: borse di studio, trasporti, assistenza sanitaria, ristorazione, accesso alla cultura, alloggi.

Cosa ci rimarrà? Cosa ne sarà del futuro e del diritto allo studio di tanti giovani?

In PDF

Il Governo Berlusconi ha tagliato di 300 milioni di euro il Fondo di Finanziamento Ordinario delle università per il 2010, e per il prossimo anno è previsto un taglio di un miliardo e trecento milioni.

In due anni il governo ha tagliato 100 milioni di euro al fondo nazionale per il diritto allo studio (- 30%).

La manovra finanziaria di giugno ha tagliato di 12 miliardi di euro in tre anni i fondi delle regioni, che coprono la gran parte delle spese per il diritto allo studio e che con questi tagli dovranno ridurre i servizi.

 Le conseguenze dei tagli le stanno pagando in primis gli studenti, in termini di minore qualità della didattica e di minori servizi necessari per garantire un vero diritto allo studio.

 Il disegno di legge Gelmini in discussione in parlamento non investe un euro per l’Università pubblica. Inoltre all’articolo 4 istituisce un fondo per erogare buoni di studio monetari, che lo studente deve restituire al termine degli studi, e che saranno assegnati solamente in base ad un non meglio definito merito e quindi svincolati dal reddito. Gli studenti meno abbienti si troveranno indebitati con una banca ancora prima di iniziare a lavorare. Questa norma sarà un apripista verso un sistema basato sull’ erogazione di soli contributi monetari, che non garantirà in alcun modo agli studenti l’accesso ai servizi indispensabili per studiare all’università, e li porrà di fronte ai prezzi stabiliti dal mercato.

Crediamo che l’unico modo per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti sia l’erogazione diretta di servizi, quali gratuità delle tasse, mense gestite dall’ESU, case dello studente, accesso gratuito ad internet e borse di studio.

 La Regione Molise continua ad investire troppo poco in interventi per il diritto allo studio. A fronte di una situazione economica di fortissima crisi, sarebbe un dovere per le istituzioni investire in servizi ed in diritto allo studio, per consentire a tutti di poter accedere ai gradi più alti di istruzione, invece il governo regionale anche quest’anno non ha incrementato gli stanziamenti per il diritto allo studio. Su un bilancio di 2 miliardi di euro, sono stati destinati agli interventi per il diritto allo studio universitario solamente 1.500.000 €, di cui 800.000€ provengono dalla tassa regionale pagata da tutti gli studenti. Stando agli ultimi dati Miur disponibili, in Molise solo il 43% degli studenti idonei riceve effettivamente la borsa di studio, a causa della mancanza di fondi.

Nel piano di indirizzo approvato nel luglio del 2009, si prevedeva che lo stanziamento necessario a garantire tutti i servizi fosse di 5 milioni di euro! Mancano ben 3 milioni e cinquecentomila euro!

 CHIEDIAMO:

  • che la Regione Molise finanzi l’ESU con fondi sufficienti a garantire l’erogazione della borsa di studio a tutti gli studenti idonei;
  • che si investa nella costruzione di case dello studente per gli studenti fuori sede;
  • che si prevedano delle agevolazioni per gli studenti nell’accesso ai mezzi di trasporto pubblico e che si investa nel potenziamento della rete e del numero delle corse;
  • che tutte le facoltà e tutti gli spazi di studio siano coperti dalla rete Wifi per l‘accesso ad internet gratuito e siano siano previste forti agevolazioni per gli studenti nell’accesso ad i servizi internet ADSL;
  • che sia garantito il servizio di ristorazione ESU in tutte le sedi universitarie;
  • che si aprano aule studio aperte agli studenti in tutti i comuni con una sede universitaria;
  • che venga creata una “Carta Giovani” regionale, che garantisca a tutti gli studenti di ogni grado di poter accedere a tariffe agevolate a cinema, musei, librerie, giornali, trasporti pubblici e agli esercizi commerciali convenzionati;
  • che la Regione si faccia carico per almeno il 50% delle spese di iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale per gli studenti extracomunitari e che garantisca l’accesso gratuito alle cure agli studenti fuori sede, senza dover prendere il domicilio sanitario in regione;
  • che le istituzioni si facciano carico di tutte le spese necessarie a mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici della regione;
  • che sia garantita la fornitura gratuita dei libri di testo per gli studenti meno abbienti delle scuole secondarie.

Per firmare la petizione, vai al blog  http://dirittoallostudio.wordpress.com/  e lascia un commento scrivendo: “sottoscrivo”