Archivio per giugno, 2010

Tagliamo le spese inutili

Pubblicato: giugno 26, 2010 in Politica Regionale

La partecipazione del Governatore del Molise al National Prayer Breakfast a Washington, evento di preghiera organizzato da un’organizzazione evangelica americana:  ritorno economico per la regione Molise = zero;  spese a carico della Regione Molise (e dei contribuenti molisani) = migliaia di euro.

Può la regione più piccola d’Italia, con un debito sanitario altissimo che è vicino al miliardo di euro e continua a crescere, e con un economia in crisi e senza prospettive di sviluppo, da una parte tagliare i servizi fondamentali (sanità, istruzione, trasporti pubblici) e chiedere ai cittadini di pagare tasse altissime, con tutte le aliquote al massimo e con le addizionali anche sulla benzina, e dall’altra spendere quasi il doppio della Lombardia in spese di rappresentanza?

 Ogni anno la regione Molise spende circa 1 milione di euro per mantenere i rapporti con i molisani nel mondo, spesi in parte per finanziare viaggi del presidente della giunta, consiglieri, assessori, assistenti in Argentina, Australia, Belgio, etc.; viaggi che non hanno prodotto alcun ritorno evidente per l’economia o la crescita della regione. Il buon senso vorrebbe che si cercasse di ridurre allo stretto necessario le delegazioni, si ponessero dei tetti alle spese ed ai rimborsi e si facessero solo viaggi utili per creare un ritorno in termini di sviluppo del territorio, magari collaborando con altre regioni.

 E’ inammissibile che la nostra regione invece di destinare i fondi disponibili ad interventi per lo sviluppo dell’economia e delle infrastrutture, per le politiche di assistenza sociale, insomma per i servizi ai cittadini e per interventi lungimiranti che possano gettare le basi per la crescita del nostro territorio, spenda milioni di euro per sostenere un apparato politico gigantesco; quando la politica regionale potrebbe funzionare benissimo senza tanti privilegi e tanti sprechi, e con molte meno persone.

 Nel consiglio regionale del 29 giugno è calendarizzata la discussione della mozione presentata dal consigliere del Partito Democratico Michele Petraroia per chiedere di tagliare le commissioni consiliari straordinarie, per chiedere che non ci siano assessori esterni (che in pratica equivalgono a quasi 10 consiglieri regionali in più), per ridurre le indennità dei consiglieri e chiudere le sedi della regione a Roma e Bruxelles. Ci auguriamo che il punto venga posto ai primi punti dell’ordine del giorno, affinché possa esserci una approfondita discussione ed una convergenza del consiglio regionale su provvedimenti che possono far risparmiare al bilancio della regione (ed alle tasche dei cittadini molisani) almeno 5 milioni di euro.

 Repubblica TV ha realizzato un video relativo alle spese degli enti locali per il “turismo istituzionale”, dal minuto 9 circa parla nello specifico dei viaggi all’estero della Regione Molise.

Il Comunicato stampa

Tutti a Roma sabato 19

Pubblicato: giugno 11, 2010 in Politica Nazionale

Trovate tutte le informazioni sul sito del Partito Democratico

Stiamo organizzando dei pullman per raggiungere Roma dal Molise.  Fateci sapere se volete partecipare alla manifestazione mandandoci una mail a giovanidemocraticicb@gmail.com con i vostri recapiti.

Nella seduta di martedì del Consiglio Regionale è stato inserito in fondo all’ordine del giorno l’esame della mozione presentata dal Consigliere del Partito Democratico Michele Petraroia per chiedere il contenimento dei costi della politica regionale.

 La mozione e tutte le battaglie portate avanti fin ora dai consiglieri regionali e dai partiti di centro sinistra chiedono una sola cosa: che prima di tagliare il trasporto pubblico locale, la scuola pubblica, il diritto allo studio, la sanità regionale e prima di aumentare le tasse ai cittadini molisani, si taglino gli innumerevoli sprechi della macchina politica regionale. 

Si sciolgano le 8 commissioni consiliari straordinarie, che finora si sono dimostrate inutili e che comportano un aumento di indennità per i consiglieri che ne fanno parte e richiedono ulteriore personale, si esamini la proposta di legge presentata dal centrosinistra per ridurre le indennità dei consiglieri, si riducano e si accorpino gli enti regionali, si chiudano le sedi inutili della regione, si limiti l’utilizzo delle auto-blu, si riducano drasticamente le spese di rappresentanza, le consulenze e gli innumerevoli sprechi, e si torni ad una giunta composta da assessori che sono anche consiglieri, invece degli 8 assessori esterni presenti ad oggi, con un ovvio aggravio per le spese della regione. 

Ci appelliamo ai cittadini molisani, affinché si informino e sostengano questa battaglia di sobrietà, per chiedere che non siano sempre e solo i cittadini ed i lavoratori a pagare i debiti creati da anni di gestioni scellerate e di sprechi.

Ci appelliamo al senso di responsabilità dei consiglieri regionali affinché la mozione possa essere discussa e – ci auguriamo – approvata nella seduta di martedì.

 In un momento di fortissima crisi economica, è inaccettabile che la nostra regione non investa nel sostegno alle imprese ed allo sviluppo del territorio e tagli servizi fondamentali per i cittadini.

E soprattutto non è ammissibile che mentre si fa questo, si vogliano usare i fondi FAS (destinati alla creazione di infrastrutture ed allo sviluppo della regione) e l’aumento delle tasse per ripianare un debito sanitario creato da anni di spese esagerate.

 In questa fase emerge chiaramente come non sia sostenibile che una regione piccola come la nostra spenda quote ingentissime (e sempre crescenti negli ultimi anni) delle sue risorse per tenere in piedi la macchina burocratica e politica, e non riesca invece ad investire nello sviluppo economico del territorio e nell’assistenza ai cittadini.

Il testo della mozione

Il sito del Partito Democratico del Molise

http://www.partitodemocratico.molise.it/index.php

Dopo essere passata in secondo piano a causa della legge sul processo breve oggi il ddl sulle intercettazioni è tornato al Senato per essere discusso.

Sembra che il governo voglia fare un primo passo indietro, con il ritorno nel testo della dicitura “gravi indizi di reato” quale presupposto necessario per l’attivazione delle intercettazioni al posto degli “evidenti indizi di colpevolezza”; questi ultimi avrebbero in sostanza reso inutili le intercettazioni, dato che per disporle era necessario avere già prove della colpevolezza della persona da intercettare. I problemi non sono assolutamente risolti in quanto, rimane invariato nel testo che quasi certamente il Senato approverà il fatto che a disporre le intercettazioni non sarà più il G.I.P., bensì, il Tribunale in composizione collegiale del capoluogo del distretto. Ciò con un evidente spreco di tempo e un conseguente aumento esponenziale di fughe di notizie. Si arriva al paradosso che, dopo l’approvazione della legge, per i magistrati sarà più facile disporre la custodia cautelare in carcere, un periodo di privazione della libertà personale, che non un’intercettazione.

Il testo licenziato dalla commissione afferma che i media non potranno pubblicare le intercettazioni ordinate e raccolte dai p.m. che conducono le inchieste, e neppure il contenuto degli atti, con l’eccezione delle richieste e delle ordinanze di custodia cautelare, fino all’Udienza preliminare, con multe fino ad € 64.000,00 per gli editori che dovessero violarlo; senza ancora meglio precisare che cosa accadrà ai giornalisti, alla faccia del diritto di cronaca tutelato dalla Costituzione. Con buona pace del diritto ad essere informati!

In questa fase, tra gli scandali sulla Protezione Civile e qualche casa regalata all’insaputa di un ministro, crediamo che la priorità del paese non fosse la limitazione delle intercettazioni, quanto piuttosto la lotta alla corruzione ed all’evasione fiscale.

Versione integrale del nostro comunicato