La riforma Gelmini ed i tagli di Tremonti. Università in demolizione.

Pubblicato: maggio 11, 2010 in Giovani

E’ in discussione in questi giorni in Senato il disegno di legge di riforma dell’università proposto dal ministro Gelmini (il cosiddetto DDL Gelmini). E’ ancora in corso la discussione in commissione Istruzione, ma sono chiarissime le linee guida di questa riforma dell’università: interventi a costo zero e deleghe al governo su moltissime tematiche, senza nessun intervento per combattere la precarietà e rendere più trasparenti le assunzioni.

La vera riforma dell’università pubblica il governo Berlusconi la sta facendo a colpi di tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario (circa 3 miliardi in 4 anni) e con i blocchi alle assunzioni; solamente nella finanziaria 2010 il governo ha tagliato di 400 milioni i finanziamenti alle università pubbliche e di 12 milioni di euro gli interventi per il diritto allo studio (30%). E per il prossimo anno è previsto un nuovo taglio di circa un miliardo di euro all’FFO

Le conseguenze di questi tagli le stanno pagando in primis gli studenti, in termini di minore qualità della didattica e di minori servizi necessari per garantire un vero diritto allo studio, basti pensare agli ingenti tagli alle biblioteche disposti dall’Unimol e da tanti atenei in Italia.

L’articolo 4 del DDL prevede che l’istituzione di buoni di studio monetari, che lo studente deve restituire al termine degli studi, assegnati solamente in base ad un non meglio definito merito e quindi svincolati dal reddito. Questa norma è profondamente sbagliata perché si prefigura come un apripista verso un sistema basato sull’erogazione di soli contributi monetari; un sistema di questo tipo non garantisce in alcun modo agli studenti l’accesso ai servizi indispensabili per studiare all’università, li pone di fronte ai prezzi stabiliti dal mercato e li obbliga a restituire buona parte dei fondi che ricevono. Crediamo che l’unico modo per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti sia l’erogazione diretta di servizi, quali gratuità delle tasse, mense gestite dall’ESU, case dello studente, accesso gratuito ad internet e borse di studio. In questo senso purtroppo c’è ancora tanto da fare, dato che in in Molise ed in troppe altre regioni tantissimi studenti pur avendo diritto alla borsa non la ricevono per mancanza di fondi. Siamo nettamente contrari anche alla delega in bianco al governo per la revisione della normativa in materia di diritto allo studio prevista dall’art 5 del DDL. E’ necessario invece che il governo e le regioni investano molto di più per finanziare i servizi per il diritto allo studio.

Purtroppo la regione Molise, nonostante i proclami del piano di indirizzo approvato nel mese di luglio, anche quest’anno ha previsto risorse nettamente insufficienti per erogare le borse di studio a tutti gli studenti idonei; dagli ultimi dati ufficiali disponibili, in Molise riceve effettivamente la borsa di studio meno del 40% degli idonei.

In occasione della Conferenza di Ateneo del 30 marzo, il presidente Iorio ha risposto ad uno studente che sottolineava il fatto che nonostante tantissimi idonei non ricevano la borsa di studio per mancanza di fondi, anche quest’anno la regione non abbia aumentato i finanziamenti, dicendogli che era già un fatto meritorio non aver calato i fondi in una fase di crisi economica. Ebbene, crediamo che proprio in un momento di crisi economica, con un numero enorme di lavoratori licenziati o in cassa integrazione e con tantissime aziende vicine alla chiusura, sia un dovere per lo stato investire maggiori risorse nel diritto allo studio, per fare in modo che nessuno rimanga indietro e che tutti possano continuare a studiare ed accedere ai livelli più alti dell’istruzione. In questa fase di crisi, sarebbe stato un dovere per la regione investire almeno qualche centinaio di migliaia di euro in più per finanziare l’ESU, a fronte di un bilancio di due miliardi di euro e dei tantissimi sprechi, come d’altronde hanno fatto tante altre regioni italiane.

 Per dire un secco No ai tagli decisi dal governo, per dire Si al diritto allo studio, alla qualità della didattica ed agli investimenti in ricerca, invitiamo tutti gli studenti universitari a sostenere la lista Rete Universitaria Italiana e le liste di sinistra nelle elezioni del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari di mercoledì 12 e giovedì 13.

Potete leggere il file in pdf

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