Libertà d’informazione

Pubblicato: gennaio 29, 2010 in Giovani

Viviamo nella società dell’informazione e dei media: controllarli significa condizionare le scelte e le opinioni dei cittadini. In una regione piccola come il Molise, in cui manca un tessuto economico forte, il ruolo del governo regionale e delle amministrazioni pubbliche è centrale e l’erogazione di finanziamenti è uno strumento di fondamentale importanza. Se ci si aggiunge la volontà del centro-destra di estendere sempre più la sua sfera d’influenza sui cittadini molisani, ecco che si rischia che i media diventino solo la cassa di risonanza per il governo se non c’è un sistema di norme che garantisce l’autonomia della stampa. D’altronde, la situazione italiana nel suo complesso non è migliore, ed il diritto/dovere di critica ogni giorno è più affievolito.

 Dopo tanti anni, finalmente nel novembre di quest’anno è stata approvata una legge che regola i finanziamenti alla carta stampata locale! Tuttavia, sarebbe stato difficile approvare una legge peggiore!

Lascia sconcertati che nella legge non si menzioni mai il tema della tutela contrattuale del lavoro dei giornalisti e dei dipendenti dei giornali, i fondi vengono dati a prescindere da tutto ciò. Il principale criterio per stilare la graduatoria dei beneficiari dei contributi regionali è l’anzianità del giornale (“testata .. edita da più tempo”), senza un minimo criterio meritocratico che premi la qualità, le copie vendute o altro, un criterio quasi “ereditario”.

 L’art. 21 della Costituzione recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure […]”. I padri costituenti avevano ben chiaro quanto fosse importante il diritto di critica dei giornalisti e quale fosse il ruolo della libera stampa in una democrazia vera.

 Ancora una volta è venuta fuori la volontà di distribuire denaro pubblico per avere i favori del maggior numero possibile di elettori, invece che premiare il merito o sostenere un settore. Si cerca di ridurre i mezzi di informazione a mezzi di propaganda, si utilizzano i fondi pubblici per creare una cassa di risonanza per i potenti di turno e non per liberare la stampa dai condizionamenti degli intrecci economia-politica.

Leggi tutto il nostro articolo sulla situazione della libertà d’informazione in Molise

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