Stranieri di nome, italiani di fatto

Pubblicato: gennaio 11, 2010 in Giovani, Politica Nazionale

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Domani alle 18 presso la sede del Circolo del Partito Democratico di Campomarino, la Federazione di Campobasso dei Giovani Democratici terrà una conferenza stampa per presentare la campagna nazionale “Stranieri di nome, italiani di fatto”. Campagna che ci vedrà impegnati anche nel fine settimana con un volantinaggio nella provincia.

I fatti di Rosarno rappresentano solo la punta di un iceberg, fatto di sfruttamento del lavoro e di condizioni di vita misere che ogni giorno subiscono migliaia di italiani e di stranieri venuti nel nostro paese per lavorare, un iceberg che non emerge perché troppi hanno interessi affinché non emerga, in primis le organizzazioni criminali che gestiscono grandi fette del nostro territorio in maniera feudale.

Dalle tante Rosarno d’Italia dobbiamo partire con un’azione di denuncia vera, con un azione di tutela della legalità e della dignità umana, e a questa dobbiamo affiancare la costruzione di un paese civile, che integri gli uomini che vengono nel nostro paese a lavorare o a studiare, che consideri cittadini italiani i ragazzi che nascono in Italia, perché solo con l’integrazione e la tutela dei diritti si premia chi è in Italia per guadagnarsi onestamente da vivere, con lavori spesso faticosi e mal pagati, che ci permettono di tenere in piedi la nostra società.

Avere un immigrato irregolare o emarginato, a chi giova? Di sicuro fa comodo alla criminalità o a chi cerca braccia a basso costo e senza alcun diritto.

Iniziamo questa campagna da Campomarino per ricordare che nell’estate del 2008, fu trovato morto sul ciglio di una strada un immigrato regolare che lavorava, ovviamente in nero, nei campi di pomodori; si chiamava Radu Gheorghe e la sua storia è stata dimenticata troppo in fretta dalle nostre istituzioni.

Vogliamo parlare di integrazione e di cittadinanza, partendo dal territorio dove un immigrato, un uomo, che si stava guadagnando onestamente da vivere, ha lasciato la vita.

Ci opponiamo alle politiche del governo fatte di slogan e di norme per complicare la vita a chi viene in Italia per lavorare onestamente, ci opponiamo agli atti di inciviltà e di disprezzo della dignità umana portata avanti dalla destra.   Immaginiamo un paese che consideri l’immigrazione una risorsa, un paese multietnico che conceda la cittadinanza ai ragazzi che nascono e crescono in Italia, che riconosca agli immigrati il diritto di voto alle elezioni amministrative locali, immaginiamo un paese in cui siamo tutti uguali di fronte alla legge. Chi viene in Italia per lavorare, per mantenere la propria famiglia o per studiare non deve mai sentirsi discriminato, deve sentirsi un cittadino, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. E noi molisani, che abbiamo vissuto sulla nostra pelle l’emigrazione, dovremmo saperlo bene.

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