Diritto allo studio, dov’è?

Pubblicato: novembre 26, 2009 in Giovani, Politica Nazionale, Politica Regionale

Gli articoli di quest’oggi presenti su molti giornali italiani, riguardanti la triste storia di un ragazzo che ha lasciato gli studi per aiutare la famiglia a far quadrare il bilancio (non si tratta certo di una storia isolata), portano inevitabilmente a riflettere sulle carenze del sistema di welfare del nostro paese.

Un sistema incapace di garantire a tutti i ragazzi di poter studiare indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia, incapace di garantire la possibilità di essere artefici del proprio futuro.

Eppure i nostri governanti sembrano non accorgersene, la finanziaria in discussione in questi giorni in Parlamento prevede per il 2010 un taglio di 12 milioni di euro ai fondi nazionali per il diritto allo studio, su un fondo attualmente di 110 milioni (il 10% in meno), con un ovvio calo dei servizi che si potranno erogare agli studenti.

La maggior parte degli interventi per il diritto allo studio viene poi affidato alle regioni, e la situazione per il Molise non è di certo rosea. Stando ai dati del Ministero nell’anno 2007-08 la nostra regione si è classificata al penultimo posto tra le regioni d’Italia per il rapporto tra coloro che ricevono la borsa di studio e coloro che hanno tutti i requisiti per riceverla, con dato pari al 37%; il motivo delle mancate assegnazioni di borse: l’esiguità dei finanziamenti. Infatti nello stesso anno la nostra regione risulta come quella che ha investito meno in diritto allo studio. E negli ultimi due anni non si sono viste grandi novità da parte della governo regionale.

Per la scuola dell’obbligo la situazione è ancora più allarmante; è di qualche giorno fa, la soppressione del fondo per l’acquisto dei libri di testo nella scuola dell’obbligo, un taglio di ben 103 milioni di euro, introdotto in finanziaria dal governo Berlusconi, che obbligherà tante famiglie a pagare i libri a proprie spese, se non ci saranno interventi degli enti locali.

Chiediamo al governo nazionale di ritirare i tagli al sistema dell’istruzione nel suo complesso e alle istituzioni locali di iniziare ad investire davvero nel futuro della regione, chiediamo insomma di iniziare ad investire nel futuro.

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