Archivio per febbraio, 2009

 I Giovani Democratici di Campobasso esprimono sconcerto per la parentopoli molisana denunciata oggi dall’articolo “ Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia” pubblicato quest’oggi su Repubblica.

 Il Molise non può più essere governato con questi metodi clientelari.

 Ci auspichiamo che nella pubblica amministrazione si possa tornare a valorizzare il merito e che le assunzioni avvengano sempre con un regolare concorso pubblico in Molise ed in tutta Italia.

 

Da Repubblica – All’ospedale “il Veneziale” di Isernia non c’è vento di crisi. Mentre sulla gran parte dei nosocomi della regione si abbattono tagli e ridimensionamenti per porre un argine al deficit sanitario arrivato a 600 milioni di euro in otto anni, al Veneziale no. Qui accade tutt’altro. Infatti, in questo ospedale la Regione Molise ha deciso di investire altro denaro, attivando una nuova unità operativa (una “stroke unit”) che costerà alle esangui casse regionali più di un milione di euro. Un finanziamento indirizzato al reparto di neurofisiopatologia, diretto dal primario Nicola Iorio, fratello del governatore. Fondi che saranno gestiti dalla direttrice del distretto sanitario regionale di Isernia, Rosa Iorio, sorella del governatore. Ma i due Iorio citati non sono gli unici parenti di Michele, presidente della Regione, che lavorano al Veneziale.

L’elenco, in verità, è lungo: il cognato Sergio Tartaglione (marito di Rosetta Iorio) è il primario del reparto di psichiatria e presidente dell’ordine dei medici di Isernia; il figlio del governatore, Luca Iorio, nell’ospedale lavora in qualità di medico chirurgo; il cugino del presidente, Vincenzo Bizzarro, attuale consigliere regionale di Forza Italia, è stato direttore del distretto sanitario di Isernia, ed una volta in pensione ha lasciato il posto alla cugina Rosa (nominata tra le polemiche in virtù della sua laurea in giurisprudenza)Continua.

 

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Potete scarare qui  il numero di febbraio di Pagina Democratica

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Causa neve, il convegno è rinviato

 I Giovani Democratici di Campobasso invitano gli studenti e tutti i cittadini a partecipare al convegno ” Diritto allo studio… in Molise”, che vedrà la partecipazione del segretario nazionale dei Giovani Democratici Fausto Raciti.

 Il diritto allo studio, affermato dall’art. 3 della Costituzione Italiana, è indispensabile per costruire una società meritocratica e giusta. E’ realmente esigibile nella nostra regione? Cosa si può fare ?

 La crisi economica sta colpendo e colpirà sempre più duramente soprattutto le fasce deboli della popolazione, che avranno sempre meno possibilità di accedere ai gradi avanzati dell’istruzione.

Investire sulla formazione e sull’innovazione sono l’unico modo per uscire rafforzati da questa fase.

Partendo dagli emendamenti presentati al bilancio regionale 2009 e dalla nostra proposta di modifica della legge istitutiva dell’ Ente per il diritto allo Studio Universitario, apriremo un’ampia discussione sul tema.

Quanto investe la Regione Molise per finanziare le borse di studio o il servizio mensa? E’ possibile fare di più? Un migliore servizio mensa? Più borse di studio? Case dello studente? Agevolazioni per l’utilizzo dei trasporti pubblici? Sconti sugli abbonamenti all’adsl?

 L’appuntamento è per mercoledì 18 febbraio alle ore 17, presso l’Incubatore “Incontra”, in via Mons. Bologna 15  a Campobasso.

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Difendiamo la costituzione

Pubblicato: febbraio 11, 2009 in Politica Nazionale

Da Repubblica, di Eugenio Scalfari

[…]Del resto non è la prima volta che Berlusconi manifesta la sua concezione della politica e indica le prossime tappe del suo personale percorso; finora si trattava però di ipotesi vagheggiate ma consegnate ad un futuro senza precise scadenze. Il caso Englaro gli ha offerto l’ occasione che cercava. Un’ occasione perfetta per una politica che poggia sul populismo, sul carisma, sull’ appello alle pulsioni elementari e all’ emotività plebiscitaria. Qui c’ è la difesa di una vita, la commozione, il pianto delle suore, l’ anatema dei vescovi e dei cardinali, i disabili portati in processione, le grida delle madri. Da una parte. E dall’ altra i «volontari della morte», i medici disumani che staccano il sondino, gli atei che applaudono, i giudici che si trincerano dietro gli articoli del codice e il presidente della Repubblica che rifiuta la propria firma per difendere quel pezzo di carta che si chiama Costituzione. Quale migliore occasione di questa per dare la spallata all’ odiato Stato di diritto e alla divisione dei poteri così inutilmente ingombrante? Ha detto che i suoi sentimenti di padre venivano prima degli articoli della Costituzione. E infine la frase più oscena: se Napolitano avesse rifiutato la firma al decreto Eluana sarebbe morta. Eluana scelta dunque come grimaldello per scardinare le garanzie democratiche e radunare in una sola mano il potere esecutivo e quello legislativo mentre con l’ altra si mette la museruola alla magistratura inquirente e a quella giudicante. Questo è lo spettacolo andato in scena venerdì. Uno spettacolo che è soltanto il principio e che ci riporta ad antichi fantasmi che speravamo di non incontrare mai più sulla nostra strada. […]

Da Repubblica, di Ezio Mauro

[…]Ma ieri l’ istinto populista ha consigliato al Premier di scegliere proprio il dramma pubblico di Eluana, giunto al culmine della sua valenza emotiva sollecitata dalla cornice di sacralità guerresca del Vaticano, per sfidare Napolitano su una questione di fondo: il perimetro e la profondità del potere del suo governo, che Berlusconi vuole sovraordinato ad ogni altro potere, libero da vincoli e controlli, dominus incontrastato del comando politico.è uno scontro che segna un’ epoca, perché chiude la prima fase di un quindicennio berlusconiano di poteri contrastati ma bilanciati e ne apre un’ altra, che ha l’ impronta risolutiva di una resa dei conti costituzionale, per arrivare a quella che Max Weber chiama l’ “istituzionalizzazione del carisma” e alla rottura degli equilibri repubblicani: con la minaccia di una sorta di plebiscito popolare per forzare il sistema esistente, disegnare una Costituzione su misura del Premier, e far nascere infine un nuovo governo, come fonte e risultato di questa concezione tecnicamente bonapartista, sia pure all’ italiana. Il caso Eluana, dunque, nel momento più alto della discussione e della partecipazione del Paese, si è ridotto a pretesto e strumento di una partita politica e di potere.[…] E se il Capo dello Stato «decidesse di caricarsi della responsabilità di una vita», non firmando il decreto, il governo si ribellerebbe invitando il Parlamento «a riunirsi ad horas» per approvare «in due o tre giorni» una legge stralcio che anticipi il testo in discussione al Senato, bloccando così l’ esito della vicenda Englaro. Eluana, tuttavia, è già sullo sfondo, ridotta a corpo ideologico e a pretesto politico. Ciò che a Berlusconi interessa dire è che non si può governare il Paese senza la piena e libera potestà governativa sui decreti legge. «Si può arrivare ad una scrittura più chiara della Costituzione. Senza la possibilità di ricorrere a decreti legge, tornerei dal popolo a chiedere di cambiare la Costituzione e il governo».

Da Repubblica, Stefano  Rodotà

[…] Ma bisogna guardare più a fondo. Quando le decisioni legislative incidono direttamente sull’autonomia delle persone nel governare la loro vita, la libertà di coscienza non è solo quella dei parlamentari. La libertà di coscienza da tutelare è, in primo luogo, quella della persona che deve compiere le scelte di vita. Il problema, allora, non riguarda la libertà di coscienza di chi deve stabilire le regole: investe la legittimità stessa dell’intervento legislativo in forme tali da cancellare, o condizionare in maniera determinante, quelle scelte […]

I nostri volantini 1 2 3

I Giovani Democratici del Molise ….

Una giovanile che ritenga che UN’ALTRA POLITICA E’ POSSIBILE

Una giovanile che creda nel reale significato del termine “CAMBIAMENTO” e che agisca con coerenza affinché vi sia un reale rinnovamento morale e civile nella classe politica regionale e nazionale

Una giovanile che condivida i valori della Costituzione della Repubblica Italiana e si impegni affinché la giustizia, la libertà, la solidarietà, la laicità e il progresso vengano rispettati nella propria vera essenza

Una giovanile antifascista

Una giovanile aperta a tutti i giovani che hanno il desiderio di mettere le proprie idee e il proprio impegno a disposizione di un Molise migliore

Una giovanile che ritenga che la cultura, l’istruzione e la ricerca siano alla base del progresso politico, sociale ed economico del Paese e che si impegni affinché esse trovino le risorse e lo spazio che meritano anche in Molise

Una giovanile che veda nell’integrazione degli immigrati una risorsa irrinunciabile per la nostra Regione e per il nostro Paese

Una giovanile che al proprio interno faccia valere il merito ed il progetto politico, liberandosi da ogni sorta di pressione, rivendicando sempre la propria autonomia

 

Leggi la versione integrale, con i temi che vogliamo affrontare