Archivio per dicembre, 2008

Per i disonesti non c’è posto

Pubblicato: dicembre 22, 2008 in Giovani

I risultati e l’astensione delle elezioni amministrative in Abruzzo ce l’hanno ricordato per l’ennesima volta, per i disonesti non c’è posto nel PD.

Alcuni articoli sui casi di reati connessi all’ attività politica che vedono coinvolti espoenti del PD,  pur nella necessaria presunzione di innocenza, tutti questi scandali ci devono spingere  a portare in politica quel cambiamento che nel PD è rimasto solo sulla carta.   Abruzzo, Campania, Basilicata

Il nostro Partito Democratico non  può vedere tra le sue fila chi fa politica per avere uno stipendio senza far niente; non può vedere tra le sue fila coloro che gestiscono gli enti pubblici in modo clientelare; non è il luogo delle correnti di potere della peggior prima Repubblica; non è il luogo in cui qualche capocorrente dei vecchi partiti può continuare la sua attività ammantandola di un falso cambiamento , il Partito Democratico non è la casa di disonesti e fanulloni.

Il Partito Democratico non dovrà mai più accogliere tra le sue fila qualche politico solo per vincere un’elezione o perché “porta voti”; questo non paga,e  gli elettori ce ne stanno dando prova, bocciando tutte le amministrazioni che in questi anni si sono ammantate del velo di Centro Sinistra, ma che erano composte sempre dai soliti noti.

Il Partito Democratico è la nostra casa, è la casa di chi si impegna per un’Italia più giusta, più solidale, più rispettosa dell’ambiente, garante dei diritti di tutti, centrata sul valore del merito, della formazione e della conoscenza; chi non si riconsce in questi valori, deve militare in ben altri partiti. Partito Democratico è cambiamento.

La relazione di Walter Veltroni e il documento finale delle direzione del PD del 19 dicembre

Fuori i capibastone dal PD

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Domani la prima assemblea nazionale

Pubblicato: dicembre 19, 2008 in Giovani

Domani ci sarà la prima assemblea nazionale costituente dei Giovani Democratici.

Qui trovate gli eletti del Molise

Di Giuseppe Reale e Francesca di Cristofaro, eletti all’assemblea nazionale-  Parlare del Partito Democratico, in questo momento, non è affatto facile. Diciamolo sinceramente: ci stiamo facendo odiare da chi ci ha votato e da chi avrebbe voluto votarci.

Lo testimonia la scarsissima affluenza alle urne alle recenti (e disastrose) elezioni per il Consiglio Regionale abruzzese. La domanda che molti si sono posti è stata: perché io, persona di sinistra (o di centro-sinistra), che crede fermamente nei valori di giustizia, equità, solidarietà e progresso, dovrei votare per un partito e per persone che uccidono quotidianamente la mia speranza in un cambiamento dello status quo?

 […]   Lo dico con chiarezza perché credo ancora che sia possibile invertire la rotta, tornare sui propri errori e ripartire da lì, da quella semplice parola-faro che animava le speranze di molti, più di un anno fa: CAMBIAMENTO.

Ed è qui che si arriva al nocciolo della questione.     Mi sembra assodato che l’attuale classe dirigente del partito ha bisogno di nuove idee e nuovo vigore politico, ha bisogno di essere criticata e, se necessario, combattuta anche dall’interno. E ritengo che solo i giovani -non è retorica-, solo i giovani possano davvero dare un contributo all’abbattimento della torre d’avorio dell’attuale classe politica.

 Perché i giovani? Per tanti motivi. Perché sono le persone culturalmente più aggiornate. Perché padroneggiano mezzi di comunicazione e tecnologie che pochi politici sanno utilizzare. Perché la loro mente è più dinamica e meno refrattaria ai continui cambiamenti imposti dalla società odierna. Perché sanno organizzare manifestazioni pacifiche e profonde come quelle che ha organizzato (e continuerà a organizzare) l’Onda. Perché, agendo per passione, non sono soggetti alla deriva plutocratica della politica. E così via.

[…] I Giovani Democratici devono rappresentare quest’Italia. E l’assemblea nazionale deve gettare le basi perché questo possa realizzarsi

l’articolo in versione integrale

La crisi finanziaria vista dai giovani

Pubblicato: dicembre 17, 2008 in Giovani

La crisi finanziaria vista dai giovani, di Angelo Berchicci –  Entro fine anno rischiano di perdere il posto di lavoro 400mila precari solo nel settore privato. Niente di nuovo sotto il sole,verrebbe da dire. Saranno i precari coloro che più di tutti risentiranno degli effetti della crisi. Ancora una volta,a pagare saranno i più deboli.Saranno tutti quei giovani,e non solo,che non riescono più ad arrivare alla fine del mese. Tutti coloro che,avendo contratti atipici,non godono dei diritti e delle tutele previste dalla costituzione.Tutti coloro che,già oggi,vivono in uno stato perenne di insicurezza,senza poter costruirsi un futuro,senza poter accendere un mutuo per comperarsi una casa,senza poter progettare una famiglia. (continua…)

Sciopero Generale

Pubblicato: dicembre 12, 2008 in Campobasso, Giovani, Politica Nazionale

Ci uniamo alla CGIL in questo giorno di protesta contro la politica economica del governo Berlusconi.

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Il comunicato stampa inviato ai giornali:

I Giovani Democratici di Campobasso aderiscono allo sciopero generale indetto per la giornata odierna dalla CGIL.

Più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti, questi gli slogan dello sciopero generale; sono tutte le parole chiave che dovrebbero guidare l’azione di un governo serio in un momento di crisi come quello che ci accingiamo ad affrontare. Da parte nostra, aggiungerei “più futuro”, dato che il governo Berlusconi ogni giorno cerca di togliere ai giovani anche la speranza: la speranza di un mondo lavorativo nel quale flessibilità non significhi precarietà fino ai 50 anni o nel quale non muoiano 5 persone al giorno per incidenti che potrebbero essere evitati, la speranza di avere un sistema universitario pubblico efficiente e all’avanguardia nel contesto occidentale, la speranza di avere tra 20 anni un pianeta vivibile e non soffocato dai gas serra. (continua..)

Il sito della CGIL Molise

Non si può morire di lavoro

Pubblicato: dicembre 10, 2008 in Politica Nazionale

Un anno fa morivano arsi vivi 7 operai presso lo stabilimento TyssenKrupp di Torino perché l’azienda aveva risparmiato sulla manutenzione degli estintori. L’anno scorso la TyssenKrupp ha realizzato profitti per 3 miliardi di euro!

Un anno dopo, 1200 morti dopo, cosa sta accadendo? I lavoratori continuano a morire, il governo Berlusconi ha sospeso le norme che il centro-sinistra aveva varato per insaprire le sanzioni per gli imprenditori che colpevolmente mandano a morire i propri operai e tutelare i lavoratori.  Siamo nel terzo millenio, sappiamo vedere la tv su un giocattolo che sta nel palmo di una mano e accettiamo che ogni giorno 4 lavoratori non facciano ritorno a casa ?!  Perché  mai un operaio che guadagna 1.000 euro al mese deve rischiare la propria vita per poter  guadagnare onestamente ??   Perché devono pagare sempre i più deboli, coloro che non hanno tutele o hanno più bisogno di guadagnare  anche poco di più per poter arrivare a fine mese?  o gli immigrati che possono essere ricattati dal datore di lavoro, dato che per effetto della Bossi-Fini, qualora perdesserp il lavoro, verrebbero rimpatriati

Forse per Berlusconi è normale che un lavoratore muoia mentre cerca di guadagnarsi lo stipedio, lui non l’ha mai fatto; d’altronde due anni fa disse a Prodi “Ma non vorrete mica il figlio di un operaio sia uguale al figlio di un professionista?”. Ebbene si, lo vogliamo e vogliamo anche che lei e tutto il suo club di ladri se ne vada a casa.