Intervista a Salvatore Bruno, candidato alla segreteria nazionale

Pubblicato: novembre 17, 2008 in Giovani

 

  • Quale credi debba essere il ruolo dei Giovani Democratici all’interno del Partito Democratico?    Noi giovani democratici dobbiamo avere un ruolo di pungolo e di stimolo da una parte e di proposta dall’altro. Questo almeno su alcuni temi: scuola e università, lavoro e diritti civili. Insomma dobbiamo avere il coraggio e la forza di dettare l’agenda politica di questi argomenti al Partito Democratico e colmare le lacune politico-culturali della nostra attuale classe dirigente.   

  • Credi che riuscirà a rimanere automa dalle dalle correnti interne?  La giovanile del PD resterà autonoma se i propri dirigenti non saranno zerbini al servizio di questo o di quel leader ma ragazzi e ragazze con un’anima, un cuore e delle valide idee. 

  • Sarebbe giusto obbligare i rispettivi livelli territoriali a discutere i documenti approvati dai giovani?  Il coinvolgimento dei territori sarà necessario e fondamentale. Infatti propongo dal punto di vista organizzativo che il segretario si doti di una segreteria ristretta (7\8 componenti) e un direttivo federale di cui faranno parte i segretari regionali che saranno affiancati di volta in volta da un segretario provinciale della propria regione. 

  • Cosa ne pensi della legge 133? Per quale motivo Berlusconi continua così spudoratamente a distruggere l’istruzione pubblica?  La legge n.133 è una norma che taglia in modo indiscriminato fondi all’istruzione pubblica italiana come un machete e il falegname è il signor Tremonti. La destra italiana è debole sotto il profilo culturale e distrugge l’istruzione pubblica per affermare la propria identità populista e conservatrice. Infatti solo una formazione privata può essere guidata sul modello mediatico del “Grande Fratello”. Pubblico è pluralità mentre privato è unico punto di vista.   

  • La CAI è stato un passo avanti per tutti gli italiani o per Colaninno?   Colaninno non ha mai fatto niente per niente e credo che quella della CAI è un’enorme speculazione come per Telecom e tra qualche tempo rivenderà il tutto a una compagnia straniera facendo grandi ricavi alla faccia dei debiti che dovremo pagare noi tutti.  

  • Pensi che gli italiani si renderanno conto di cosa sia stato grave il lodo Alfano? Cosa possono fare i giovani?  Spero che gli italiani si rendano conto della grave violazione del principio di legalità contenuto nel Lodo Alfano. I giovani devono sostenere il referendum sul lodo Alfano uno strumento per me essenziale per ripristinare la legalità sostanziale nel nostro paese.  

  • Cosa faresti per rendere l’Italia un paese meritocratico?  Occorre una rivoluzione culturale e serve una nuova classe dirigente dalla politica alle libere professioni. Meno barriere e più concorrenza ciò affermerebbe la meritocrazia. 

  • E’ possibile rappresentare i giovani dai 14 ai 29 anni? Come fare?   Certo che possibile rappresentare i giovani! La giovanile del Partito Democratico si propone proprio questo ma per farlo ha bisogno di giovani veri e non di ragazzi e ragazze che fanno il verso al partito. Noi dobbiamo creare la concorrenza delle idee nel nostro partito e la partecipazione. 

  • Qual è la vera emergenza italiana? E’ normale morire per guadagnarsi onestamente da vivere?

  • Il lavoro precario è per me la prima emergenza. E’ pazzo un paese dove si muore di lavoro ma è pazzo anche il governo che elimina la norma sull’assunzione istantanea nel più totale silenzio, ripristinando il sistema per cui quando un lavoratore in nero muore sul posto di lavoro si può dichiarare di averlo assunto il giorno stesso della sua morte. E qui il sindacato dov’era? E la pubblica opinione?

 

  • Gli italiani sono razzisti? E’ possibile anche in Italia l’integrazione e la parità dei diritti?   No gli italiani non sono razzisti ma molti italiani stanno diventando ignoranti e hanno paura del diverso perché la politica non ha saputo mediare i fenomeni migratori.   Credo che dare il voto alle amministrative agli immigrati possa essere un gesto concreto per favorire l’integrazione e la parità dei diritti. 

  • Per i giovani è possibile immaginare un futuro non precario?  Non dobbiamo immaginarlo ma dobbiamo pretendere un futuro non precario. 

  • Cosa possono fare i giovani per l’ambiente?  Impegnarsi in prima persona, essere da esempio per i propri coetanei e essere promotori di un nuovo spirito ecologista. 

  • Obama, sarà l’inizio di una rivoluzione?   Obama è una rivoluzione. Obama ci ha inviato un messaggio, che potremmo sintetizzare con le parole di Bob Dylan, ovvero che “… essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. Quindi per noi giovani Obama non è, solo il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti d’America, ma è un uomo che ha trasformato la speranza in realtà: oggi Obama ha cambiato il colore della storia.

  • Tre problemi da risolvere in Italia, tre parole chiave.  Precarietà, liberalizzazione delle cosiddette “libere professioni” e restituire dignità alla scuola pubblica.  

  • La prima cosa che faresti una volta eletto. Un’iniziativa sul lavoro che impegni il partito in prima persona.

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