Speciale: la resa dei Conti

Pubblicato: marzo 30, 2008 in Politica Nazionale

Da l’Unità:  La Procura generale della Corte dei Conti vuole il rimborso dei voli privati effettuati dell’ex comandante della Guardia di Finanza, generale Roberto Speciale, ora candidato in Umbria con i berlusconiani. Speciale, quando era comandante del Corpo prima di essere destituito da Prodi per indebite interferenze nell´azione di governo, usava regolarmente aerei della GdF per recarsi, anche con familiari ed amici, in vacanza nelle Dolomiti.

Secondo un quotidiano nazionale la cifra è «3.885 euro per ogni ora di volo abusiva sulla tratta Pratica di Mare-Bolzano». Cui va aggiunto «il danno di immagine al Corpo e alle Istituzioni» che verrà quantificato nel corso del giudizio di responsabilità contabile. A spanne, diverse decine di migliaia di euro. «Per una condotta – scrive il procuratore Angelo Canale nel chiudere l’indagine – illegittima e illecita», di cui l’ex comandante generale risponderà economicamente in solido con il generale Ugo Baielli, all’epoca comandante del gruppo aeronavale delle Fiamme Gialle e oggi in pensione.

«La chiusura dell’indagine – sottolinea il quotidiano – è stata notificata a Speciale ai primi di febbraio. Quando l’opportunità di una sua candidatura alla Camera con il Partito della Libertà in Umbria divideva ancora il centro-destra. Oggi, che l’uomo ha già incassato un seggio sicuro (è numero tre di lista), è facile prevedere diventerà occasione per gridare alla persecuzione giudiziaria». In particolare, viene contestato il volo di un Atr-42 per portare una cassa di spigole al generale in vacanza a Passo Rolle.

Annunci
commenti
  1. Francesco M. ha detto:

    “”DAL MESSAGGERO STUDIO A SORPRESA:IN SENATO PIÙ IL RISULTATO È BIPARTITICO PIÙ VINCE BERLUSCONI!”-PIÙ VOTI VELTRONI,PIÙ VINCE BERLUSCONI.DATI DEL2006ALLA MANO È UNO DEI PARADOSSI PIÙ CLAMOROSI,PER IL SENATO,DELLA LEGGE ELETTORALE ATTUALE.UNO STUDIO PUBBLICATO IERI SUL MESSAGGERO HA IL MERITO DI ROVESCIARE TUTTI I LUOGHI COMUNI SUL“VOTO UTILE”.Soprattutto perché con un’operazione di verità prende in considerazione tutte le forze principali in campo:PD,PDL,SAeUDC.Com’è noto,allaCamera con questa legge elettorale basta un solo voto in più rispetto a tutti gli altri partiti per accapararsi340deputati(il 54%).E visto che allaCameraBerlusconi è in testa in tutti i sondaggi,Pd,SAeUDCsi spartiranno i270deputati restanti.Chi parla di pareggio dunque deve necessariamente concentrarsi sulSenato,che anche nella prossima legislatura sarà l’ago della bilancia.SulMessaggero si tracciano4scenari constatando che“il controllo delSenato non dipende solo dallo scontro direttoBerlusconi–Veltroni”ma soprattutto dal risultato delle altre forze politiche:per come è fatta la legge elettorale e per la serie storica di dati tra regioni“azzurre”e“rosse”una maggioranza chiara di destra è infatti quasi impossibile.Salvo in un caso:con i due partitoni che prendono tutto o conlaSAperdente sotto l’8%.Prendiamo per semplicità la simulazione più“bipartitica”di tutte:prevede un testa a testaPd-PdL(39,4%contro il42,4%)e una sconfitta pesante sia perSAche per l’UDC(entrambi sotto il6%).Ebbene,potrà sorprendere ma proprio il risultato più netto è quello che garantisce la maggioranza assoluta delSenato aBerlusconi:164seggi alPdL contro i138delPd e2ciascuno perSAeUDC.Questo perché sia nelle regioni“rosse”che in quelle“azzurre”proprio le terze forzeSAeUDChanno l’effetto di togliere seggi alPartitone perdente.FACENDO LE SOMME,IN QUASI TUTTE LE REGIONI UN SUCCESSO DI SA TOGLIE SEGGI A BERLUSCONI!NON A CASO LA SIMULAZIONE MASSIMA IN CUI LA SA RAGGIUNGE IL9,3%È ANCHE QUELLA IN CUIBERLUSCONI PRENDE MENO SEGGI!”

  2. Francesco M. ha detto:

    “”Il Cavaliere getta la rete per il dopo voto:
    “Accordo con i democratici per sbloccare il paese”-Nei piani di Silvio un’offerta al Pd,di CLAUDIO TITO,”La Repubblica”:-GLI ultimi sondaggi lo preoccupano non poco.Silvio Berlusconi continua a leggere nei numeri che gli vengono portati quotidianamente la vittoria alla Camera, ma vede anche che la “lotteria” del Senato potrebbe riservargli un biglietto non vincente. Ecco perché negli ultimi giorni è ripartita la strategia del dialogo con il Pd, con il grande mediatore Gianni Letta che si è rimesso in moto. Passo dopo passo il Cavaliere tesse la tela, prepara il terreno per lanciare subito dopo il voto l’offensiva per irretire Walter Veltroni e costringerlo a collaborare, a condividere la responsabilità di un governo che dovrà affrontare la recessione economica e aprire “la stagione delle riforme”. Una stagione che potrebbe anche creare le condizioni per portarlo al Quirinale. Convinto che, a prescindere dal risultato, la prossima legislatura sarà una delle più difficili che il Paese abbia mai affrontato, Berlusconi ha ripreso con forza questi ragionamenti con il gruppo più ristretto dei suoi fedelissimi. “Noi vinceremo e saremo noi a fare il governo – tranquillizza i suoi uomini – ma non possiamo pensare di cambiare il Paese avendo tutti contro”. Le incognite del Senato, poi, si confermano sempre più un brutto sogno per il leader forzista. Una coalizione blindata a Palazzo Madama non è più una certezza per Berlusconi. Ma gli interrogativi riguardano pure “il Paese fuori dalle Camere”. E lì, a suo giudizio, l’elenco dei potenziali “rematori contro” resta lungo: i sindacati, la pubblica amministrazione, i salotti della finanza, i cosiddetti “poteri forti”, i vertici istituzionali. Compreso il capo dello Stato che il Cavaliere non riesce a considerare completamente neutrale.Tante rischiano di essere pure le spine, come l’Alitalia.Nodi che Berlusconi non vorrebbe sciogliere da solo.”Se vogliamo davvero(Prima Parte)//

  3. Francesco M. ha detto:

    (Seconda Parte)/cambiare il Paese – è il refrain ripetuto in ogni staff meeting – bisogna costruire un clima di dialogo”. Prima di tutto in Parlamento. “Senza una maggioranza ampia, non si può fare niente”.

    E l’idea di fare i conti con la crisi economica, le liberalizzazioni e le riforme istituzionali in un’atmosfera conflittuale, non lascia affatto tranquillo Berlusconi. “Non voglio ritrovarmi imbrigliato come lo è stato Romano Prodi in questi due anni”.Tutto il suo staff ancora ricorda le parole piene di comprensione pronunciate dopo aver incrociato il premier uscente ad una cerimonia militare: “In fondo lo capisco, non è stato e non è facile stare in quella posizione”. Non è un caso, allora, che in una recente cena a Milano si sia sfogato meravigliando i commensali: “Se potessi io cercherei in ogni caso, visto che la mia vittoria sarà piena, un grande accordo anche sull’esecutivo. Ma non so se sarà possibile”.
    Negli ultimi giorni il Cavaliere non dà nemmeno per scontato che la legislatura duri effettivamente cinque anni: “Non ho lo sfera di cristallo”, sospira davanti alle domande. Se poi il risultato del Pdl sarà meno brillante di quanto gli dicono i suoi sondaggisti e il pareggio si rivelasse realtà il 14 aprile, allora il percorso di un governo tecnico sostenuto insieme al Pd diventerebbe un’opzione inevitabile. “È ovvio – ha ammesso in pubblico cinque giorni fa – che in caso di pareggio non ci può essere un governo di parte”.Così, il faccia a faccia di dicembre con il segretario democratico per Berlusconi è una sorta di architrave su cui costruire i prossimi cinque anni.Lo considera un momento di “svolta” per i rapporti tra gli schieramenti.Da allora non hai mai smesso di versare miele, in privato, sul suo “avversario”.Lo ha fatto persino l’altro ieri nel corso del ricevimento con gli ambasciatori dell’Unione europea organizzata a Villa Almone, sede della diplomazia tedesca.Davanti alle feluche si è scagliato contro la sinistra radicale//

  4. Francesco M. ha detto:

    (Terza Parte) //,ma nei confronti di Veltroni e di Prodi solo commenti ovattati. Da tempo Berlusconi spiega ai suoi che “Walter è il meglio che una sinistra moderna possa offrire in Italia”.

    Frasi puntate, appunto, in primo luogo a “sdoganare” il rapporto con l’ex sindaco di Roma. Del resto, con lo scioglimento delle Camere il leader forzista ha decisamente virato su una campagna fatta di colpi di fioretto piuttosto che di clava. Non è più il ’94 o il ’96, e non è nemmeno il 2001 o il 2006. Tant’è che negli ultimi giorni si è lamentato dei toni, a suo dire, troppo hard del segretario Pd: “Perché esagera così? Perché insiste sulla mia età? Non ce n’è bisogno”.

    Il suo obiettivo resta comunque quello di non ritrovarsi il 14 aprile con un Parlamento in “stato di guerra”. “Altrimenti le riforme non le facciamo e il Paese non lo cambiamo”. Non per niente, la lista dei ministri che già si trova nella sua tasca sembra stilata proprio per non indispettire l’eventuale futura minoranza. Basti pensare che Gianni Letta – se il Pdl vincerà – sarà il vicepremier unico, un moderato come Franco Frattini andrà agli Interni e agli Esteri un “quasi-tecnico” come Gianni Castallaneta, il suo ex consigliere diplomatico quando sedeva ancora a Palazzo Chigi, poi nominato ambasciatore a Washington, ma non sostituito da Massimo D’Alema.

    Ogni passo, dunque, è studiato per pervenire ad “una convergenza almeno sui grandi temi”. Lo ha spiegato pure ai diplomatici europei mercoledì scorso: “Lascerò da grande statista dopo aver fatto le riforme”. E molti di quelli che lo ascoltavano hanno pensato che fosse il primo atto ufficiale per una candidatura al Quirinale. Che, secondo i fedelissimi della prima ora, è ormai diventata una “ossessione”. Al punto che c’è chi gli rimprovera di compiere ogni mossa in quell’ottica: “Corteggia Veltroni per essere sdoganato”. (5 aprile 2008) ,Repubblica.it””

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...