Lo strappo del Palalido

Pubblicato: marzo 17, 2008 in Politica Nazionale

 Spero di inerpretare i sentimenti di molti Italiani offesi da quanto accaduto  al Palalido di Milano.

Non farò alcun nome, perchè voglio che la persona di cui scrivo venga identificata non con un cognome o un partito, ma con un atteggiamento di totale mancanza di rispetto nei confronti dell’Italia e degli Italiani.

“Questo programma è carta straccia”, ha detto.

Poi ha esaltato con i coriandoli dell’odio politico i propri seimila sostenitori, nutrendoli con i brandelli del rispetto e della tolleranza.

Indro Montanelli, in un’intervista piuttosto recente, diceva, da liberale, che la destra italiana non sa stare a destra “senza rinunciare al manganello”, all’atteggiamento fascista di astio e repressione nei confronti di chi ha idee diverse.

E, come suo solito, Montanelli aveva ragione.

Aveva ragione sul cosiddetto “editto bulgaro” e avrebbe avuto ragione, oggi, sullo “strappo milanese”.

Eventi di questo tipo, infatti, non si sono mai visti dalla nascita della Repubblica Italiana; gli antecedenti più recenti sono da ritrovare nei roghi dei giornali da parte degli squadristi fascisti.

Il messaggio era chiaro e inequivocabile, nonostante sfortunati e malriusciti tentativi ermeneutici: chi non è con me è contro di me e non merita nemmeno di essere rispettato e ascoltato.

Detto da chi ha criticato aspramente l’atteggiamento oltranzista dei professori e degli studenti dell’Università La Sapienza nei confronti del papa, tutto questo appare inconciliabile, incoerente, illogico e surreale.

Aggettivi che, a dire il vero, si addicono a molte altre vicende che hanno coinvolto il cartaio del Palalido.

Dalle offese al parlamentare europeo Schultz (“la suggerirò per il ruolo di kapo”) alla recentissima riabilitazione pubblica di Biagi (come se ne avesse bisogno), fatta dagli studi televisivi di un attento quanto muto Gianni Riotta.

Ma, a parte la rievocazione di questi avvenimenti, lo “strappo di Milano” ha evidenziato un altro aspetto: con quel gesto, tutti i presenti sono stati identificati in quell’atteggiamento anti-democratico e anti-politico.

Si è detto, in sostanza: “Siete come me e odiate come me”.

Metà Italia è stata dipinta con i foschi colori dell’intolleranza e della demagogia.

Spero che le persone comprendano questo passaggio.

Non è stato offeso questo o quel partito: è stata offesa l’intelligenza, la sensibilità, l’onestà, il rispetto che caratterizzano la vera Italia.

Lo “strappo” è stata la stonata ouverture di un processo di involzione sociale e politica che porta alla riabilitazione dell’Italia che disprezza, che non ascolta e che non comunica.

Da cittadino italiano e da studente di diciotto anni, mi sento molto scoraggiato dall’idea di vivere in un Paese che coltiva questi anti-valori.

Spero di non essere l’unico.

Giuseppe Reale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...